PALEOLITICA STREET FEST

CATEGORIA
spazio pubblico | arte urbana

LUOGO

Rignano Garganico

ANNO
2025

INFO

Il progetto “PALEOLITICA STREET FEST” è un progetto di arte urbana, fortemente voluto dall’Amministrazione di Rignano Garganico, è finanziato nell’ambito del PNRR Componente M1C3 Turismo e Cultura 4.0 – Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”.

Le opere realizzate sono degli autori:

Il Comune di Rignano Garganico si arricchisce di un nuovo percorso artistico-contemporaneo en plain air. Cinque artisti provenienti da tutta Italia, dal 13 al 19 ottobre, hanno dato vita a cinque opere murali disseminate all’interno del tessuto urbano. Dalla Capitale alla Puglia, dall’Abruzzo, alla Sicilia e alla Toscana, i cinque artisti hanno vissuto in residenza nella cittadina garganica, assaporandone l’essenza e l’ospatilità. Andrea Parente – in arte Alleg -, Alessandro Suzzi – in arte Gods in love -, Eugenia Chiasserini – in arte Nian -, Giò Pistone e Vincenzo Suscetta, hanno così reinterpretato Grotta Paglicci con cinque opere di arte urbana collocate fuori e dentro il centro storico di Rignano.

Le opere che gli artisti hanno realizzato sono legate fortemente al tema di progetto che mette al centro una rilettura in chiave artistica del sito archeologico di Grotta Paglicci. Il progetto, infatti, mira ad una valorizzazione in chiave contemporanea dei ritrovamenti archeologici e della società paleolitica al tempo di Grotta Paglicci.

In tale ottica, le opere artistiche sono state immaginate non come semplice rappresentazione e ricostruzione didascalica della vita ai tempi de paleolitico, ma come rielaborazione delle sue unicità in chiave artistica, al fine di innescare ulteriore interesse nei fruitori, rafforzando l’identità di Rignano Garganico in relazione al sito archeologico e definendo al tempo stesso una narrazione di impatto capace di legare i tempi preistorici con quelli di oggi.

 

titolo opera : La comunità degli Animali

Il mio intervento dal titolo “la Comunità degli Animali “nasce dalla visione attenta dei disegni della Grotta di Paglicci, della loro bellezza, attualità e pulizia del tratto.

Ho pensato che le persone vissute in quel luogo non dovevano essere molto dissimile da noi perché dei disegni del genere denotano una maturità ed allo stesso tempo una sintesi simile di sguardo molto sofisticata.

Ho deciso di considerare il corpo del cavallo e disegnarlo come fosse un antro cavernoso e che racchiudesse tutte queste differenti creature insieme anche all’uomo.

In questo caso in convivenza cosa impossibile anche se auspicabile.

titolo opera : Moto Perpetuo

Un vortice di corpi senza volto si intreccia nello spazio come un fiume di carne pensante. Le figure, uguali e diverse, scorrono l’una dentro l’altra, come se cercassero un confine che non esiste. Le loro teste — cilindri dorati, vuoti come eco di coscienze evaporate — assorbono la luce e la riflettono in un silenzio metallico.

Sul fondo, il mondo si frammenta in tre colori primari — rosso, blu e giallo — come se la realtà fosse esplosa in pure essenze visive. Non c’è su, non c’è giù: solo un turbine di membra sospese, un groviglio che sembra muoversi e respirare, costruendo e distruggendo sé stesso in un ciclo eterno.

È un’umanità liquida, fusa in un’unica creatura fatta di desiderio, paura e vuoto. Ogni figura tiene, afferra, sfiora un’altra, ma nessuna sembra davvero toccarla: è una danza di contatti mancati, un sogno anatomico che si dissolve nel suo stesso movimento verso il sottosuolo.

titolo opera : Legame Antico

Il murale celebra il legame eterno tra l’uomo e il cane attraverso il gesto semplice e vitale del lancio del bastone. Le due figure monumentali si stagliano su uno sfondo di vegetazione, dove forme e colori creano un ritmo armonico che accompagna il movimento. La fascia turchese nella parte inferiore richiama l’orizzonte marino, introducendo luminosità e profondità. L’opera unisce così la forza del mito con la freschezza del gioco, trasformando la facciata in un racconto visivo senza tempo.

titolo opera : Dimora

Le impronte di mani e le stratificazioni rinvenute nella Grotta Paglicci sono tracce tangibili di una presenza umana che si è protratta per generazioni, trasformando una grotta in un luogo che vive attraverso chi lo abita. Così, nella grotta di mani del murale, si riflette l’idea che sono le persone a dare significato ai luoghi, ieri come oggi.

Nel murale troviamo quindi un intreccio di mani che si unisce a formare il perimetro di una grotta, simbolo della casa primordiale e della protezione reciproca. Le braccia, che si estendono e si stratificano l’una sull’altra, evocano i depositi del tempo e la memoria custodita nelle pareti della grotta. Sopra, uno stambecco in salto richiama le incisioni e pitture rupestri del Paleolitico, testimoni del legame e del rapporto sacro con la natura.

Le tonalità ocra e terrose, sono ispirate ai colori della grotta e del paesaggio circostante.

titolo opera : Radici

Le pietre si dispongono in un paese come dispongono le genti che lo abitano. La radici della comunità e la sua ramificazione traspaiono nelle forme culturali e urbane, negli usi. A Rignano Garganico per centinaia di migliaia di anni si è accolto, si è data fiducia, si è fatta amicizia, si è condiviso il pasto, si è fatta arte sulla pareti, da prima che il paese fosse paese, da prima che si chiamasse come si chiama oggi, da prima che esistessero le nostre parole.

L’opera cerca di carpire un’istante di quotidianità ancestrale in cui pochi individui si radunano intorno al fuoco. Il bambino rappresenta l’”avvenire”, che si passa di mano in mano fino ad arrivare a noi. Un atto di fiducia verso chi fa parte della stessa comunità, verso chi affonda le radici nella stessa terra, rimanendo tutti e tutte piante spontanee e differenti. L’essere comunità è come costituire un terreno di rapporti su cui far fiorire gli usi e le tipicità. I vegetali, l’Avena, sono allegoria di questi costumi e al contempo ne sono oggetto.

Il nero è il “non colore” del buio, del sottosuolo, della fertilità da cui fioriscono i rapporti. Ci sono sguardi ma non occhi, perché nel gruppo la parte più importante è quello che sta tra gli individui, non i loro volti, ma i gesti.

Il progetto “PALEOLITICA STREET FEST”, fortemente voluto dall’Amministrazione di Rignano Garganico, è finanziato nell’ambito del PNRR Componente M1C3 Turismo e Cultura 4.0 – Investimento 1.2 “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi per consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura”.

 

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